|
La Domenica del Sordomuto, a Palermo, è stata commemorata con
solennità.
Oltre 150
Sordomuti hanno risposto all'invito personale del loro Padre
Cappellano Padre Dino De Giovanni.
Nella Chiesa di
S.Francesco Saverio, parata a festa, sull'Altare Maggiore
troneggiava il quadro rappresentante il miracolo del Sordomuto, in
mezzo a un trionfo di fiori e di luci.
Al Vangelo il
Padre Cappellano ha illustrato loro il miracolo del sordomuto
soffermandosi sulla nota di particolare compassione e amore di Gesù
verso il sordomuto del Vangelo, per il quale ha fatto uno dei più
strepitosi miracoli.
L'amore di Gesù
verso i sordomuti è perenne e ad essi, se porteranno con
rassegnazione la croce della loro minorazione e saranno fedeli ai
Suoi insegnamenti, darà la precedenza nella gloria del Paradiso.
A proposito
delle particolari questioni che agitano oggi i sordomuti palermitani
e siciliani per il sorgere di una Unione Regionale dei Sordomuti
Siciliani, egli li ha esortati ad essere solidali nella loro
sofferenza e a non fomentare odi con inutili discussioni.
Tuttavia essi devono ritrovare l'alleanza e l'unione nella libertà
di associazione e nella fraternizzazione frequentando liberamente,
senza timore di sanzioni, i luoghi di sereno ritrovo e di
ricreazione aperti per loro dall'una e dall'altra Società.
Devono essere
lieti i sordomuti se altri vogliono interessarsi ai loro problemi
per risolverli e procurare aiuti ai bisognosi, che sono i più.
I sordomuti hanno bisogno di aiuti, di troppi aiuti, per cui non si
può vietare loro di ricevere un aiuto che viene offerto da Enti o
Associazioni che desiderano seriamente sollevarli dalle loro misere
condizioni e per questo non si può negare ciò a cui hanno diritto.
Non si può
negare che un individuo partecipi ai benefici dell'una e dell'altra
Società, specialmente quando l'individuo ha regolarmente pagato la
propria quota d'iscrizione o è nella condizione di dover essere
aiutato.
Ledere questi
principi di libertà di assistenza ai Sordomuti sarebbe un delitto
contro l'infelice categoria e non si risolleverebbero i complessi e
urgenti problemi, ma si complicherebbero grandemente.
Solo con questa
libertà essi potranno comprendersi, volersi bene ed essere solidali.
Allora le
Autorità potranno efficacemente convergere in un'unica
organizzazione gli aiuti e i provvedimenti a loro favore con enorme
vantaggio di tutta la categoria e dell'individuo.
Il Cappellano
ha ancora illustrato loro il concetto che il Sacerdote, Ministro di
Dio, è al di fuori di qualsiasi fazione ed ha l'obbligo di
adoperarsi per tutti, di non rifiutare ad alcuno la propria opera di
Missionario dei sordomuti e tutti sono liberi di recarsi da lui con
sincerità e serena fiducia.
Le parole del
Cappellano sono state seguite con molta attenzione ed interesse da
tutti che approvavano con manifesta soddisfazione.
La funzione
religiosa si è chiusa con la solenne benedizione eucaristica.
Il Cappellano
ha poi invitato nella sala dove, in fraterna allegria, sono state
consumate paste e vermouth offerti dal rev.mo Padre Natali,
Superiore Generale della Piccola Missione ai Sordomuti e Direttore
Generale degli Istituti Gualanti e dal Sig. Comm. Giovanni Trapani,
sempre di cuore tanto sensibile, verso i Sordomuti. |