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LA DOMENICA
DEL SORDOMUTO

Anno X  n. 37   ------------------------------  15 Settembre 1957

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A PALERMO

COMMEMORATA   L'UNDECIMA  DOMENICA

La Domenica del Sordomuto, a Palermo, è stata commemorata con solennità.

Oltre 150 Sordomuti hanno risposto all'invito personale del loro Padre Cappellano Padre Dino De Giovanni.

Nella Chiesa di S.Francesco Saverio, parata a festa, sull'Altare Maggiore troneggiava il quadro rappresentante il miracolo del Sordomuto, in mezzo a un trionfo di fiori e di luci.

Al Vangelo il Padre Cappellano ha illustrato loro il miracolo del sordomuto soffermandosi sulla nota di particolare compassione e amore di Gesù verso il sordomuto del Vangelo, per il quale ha fatto uno dei più strepitosi miracoli.

L'amore di Gesù verso i sordomuti è perenne e ad essi, se porteranno con rassegnazione la croce della loro minorazione e saranno fedeli ai Suoi insegnamenti, darà la precedenza nella gloria del Paradiso.

A proposito delle particolari questioni che agitano oggi i sordomuti palermitani e siciliani per il sorgere di una Unione Regionale dei Sordomuti Siciliani, egli li ha esortati ad essere solidali nella loro sofferenza e a non fomentare odi con inutili discussioni.  Tuttavia essi devono ritrovare l'alleanza e l'unione nella libertà di associazione e nella fraternizzazione frequentando liberamente, senza timore di sanzioni, i luoghi di sereno ritrovo e di ricreazione aperti per loro dall'una e dall'altra Società.

Devono essere lieti i sordomuti se altri vogliono interessarsi ai loro problemi per risolverli e procurare aiuti ai bisognosi, che sono i più.  I sordomuti hanno bisogno di aiuti, di troppi aiuti, per cui non si può vietare loro di ricevere un aiuto che viene offerto da Enti o Associazioni che desiderano seriamente sollevarli dalle loro misere condizioni e per questo non si può negare ciò a cui hanno diritto.

Non si può negare che un individuo partecipi ai benefici dell'una e dell'altra Società, specialmente quando l'individuo ha regolarmente pagato la propria quota d'iscrizione o è nella condizione di dover essere aiutato.

Ledere questi principi di libertà di assistenza ai Sordomuti sarebbe un delitto contro l'infelice categoria e non si risolleverebbero i complessi e urgenti problemi, ma si complicherebbero grandemente.

Solo con questa libertà essi potranno comprendersi, volersi bene ed essere solidali.

Allora le Autorità potranno efficacemente convergere in un'unica organizzazione gli aiuti e i provvedimenti a loro favore con enorme vantaggio di tutta la categoria e dell'individuo.

Il Cappellano ha ancora illustrato loro il concetto che il Sacerdote, Ministro di Dio, è al di fuori di qualsiasi fazione ed ha l'obbligo di adoperarsi per tutti, di non rifiutare ad alcuno la propria opera di Missionario dei sordomuti e tutti sono liberi di recarsi da lui con sincerità e serena fiducia.

Le parole del Cappellano sono state seguite con molta attenzione ed interesse da tutti che approvavano con manifesta soddisfazione.

La funzione religiosa si è chiusa con la solenne benedizione eucaristica.

Il Cappellano ha poi invitato nella sala dove, in fraterna allegria, sono state consumate paste e vermouth offerti dal rev.mo Padre Natali, Superiore Generale della Piccola Missione ai Sordomuti e Direttore Generale degli Istituti Gualanti e dal Sig. Comm. Giovanni Trapani, sempre di cuore tanto sensibile, verso i Sordomuti.

RIENTRO

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