- I compiti
assistenziali demandati all'E.N.S. dalla legge istitutiva, sono
i seguenti:
- --
interessarsi che i sordomuti in attesa dell'obbligo scolastico
abbiano assistenza ricercando eventuali possibilità di ricovero
in asili per i meno abbienti e provvedere che vengano accolti
negli appositi istituti;
- --
valorizzare i sordomuti d'ambo i sensi preparandoli e
perfezionandoli, perché possano partecipare all'attività
intellettuale e produttiva della Nazione, istituendo allo scopo
Scuole Culturali e Professionali ecc.;
- --
agevolare il collocamento al lavoro dei sordomuti;
- --
agevolare la elevazione del livello generale di cultura e
predisporre l'organizzazione di scuole e di corsi culturali e
tecnici;
- --
favorire le attività assistenziali di carattere mutualistico;
- --
tutelare in ogni campo gli interessi morali e materiali della
categoria.
- La legge,
quindi, non accenna al sussidio, perché esso sarebbe contrario
ai principi informatori della costituzione dell'E.N.S.
L'Ente non è
sorto come istituto di carità, ma per aiutare i sordomuti a superare
quegli ostacoli che la minorazione frappone tra le loro capacità e
la calorizzazione di queste capacità.
L'Ente mette il
sordomuto in condizione di istruirsi di apprendere un mestiere, e si
preoccupa anche di favorire il suo collocamento al lavoro; cerca
quindi di metterlo nelle stesse condizioni degli altri cittadini
udenti e, attraverso l'opera degli Assistenti Sociali, ne
rappresenta e tutela i diritti presso gli Enti Assistenziali perché
ottenga tutte le altre forme di assistenza allo stesso modo degli
altri cittadini.
Tuttavia l'Ente
tiene conto della situazione contingente, e, per fronteggiare il
grave stato di bisogno dei sordomuti poveri e inabili a qualsiasi
lavoro, provvede, sia pure nella minima misura consentita dai mezzi
a disposizione, alla concessione di assegni alimentari continuativi.
Inoltre l'Ente
concede attrezzi di lavoro agli artigiani e apparecchi di protesi
acustica ai sordomuti con residuo uditivo educabile.
Infine
istituisce Scuole-Convitti, laboratori e corsi culturali e
professionali; turni annuali di Colonie estive per l'infanzia.
L'E.N.S. cerca
quindi di preoccuparsi maggiormente e con priorità di assolvere ai
fini istituzionali, ma nei limiti di disponibilità del bilancio esso
svolge nel miglior modo possibile anche compiti generici di
assistenza.
Fino ad oggi,
infatti, allo scopo di fronteggiare particolari casi di necessità
dei sordomuti bisognosi non ammessi al beneficio dell'assistenza
continuativa, la Sede Centrale ha concesso alle Delegazioni e ai
Comitati un fondo per l'assistenza straordinaria da devolvere in
sussidi ai sordomuti riconosciuti poveri e inabili a qualsiasi
lavoro.
Tale assistenza
però, ove diventi una abitudine riesce dannosa, perché non solo
contraria ai fini che l'Ente persegue, ma perché dà spesso questo
assurdo risultato: che l'Ente aiuta di più quelli che stanno meglio,
e di meno quelli che stanno peggio.
Ma il
sordomuto, salvo casi particolarissimi non va aiutato con un
sussidio il quale risolve aleatoriamente ed in maniera sempre
inadeguata il bisogno di un momento, ma va invece assistito nella
maniera più profonda e duratura che l'Ente si ripromette di attuare
dal prossimo anno in poi per assicurare tutte le varie forme
assistenziali garantite a tutti i cittadini e questa Delegazione,
infatti ha sempre precisato, anche pubblicamente, che invece delle
istanze di aiuto in denaro, avrebbe preferito da parte dei sordomuti
domande per ottenere una assistenza più concreta e cioè: ammissione
dei minori nelle scuole, assistenza artigiana e di avviamento al
lavoro, la sola assistenza che permette ai minorati di avviarsi alla
vita di pari passo con gli udenti, nella comune società. |