C.C.I.S.S.  

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Vita silenziosa
NOTIZIARIO DELLA DELEGAZIONE REGIONALE SICILIANA DELL'ENTE NAZIONALE SORDOMUTI

 

Palermo, Dicembre 1956
Direzione, Redazione Amminist. : Palermo Via Roma 457, Telef. 11.857 - Direzione respons. : FERDINANDO PASSARELLO Stampato nella Scuola Tecnica Professionale dell'E.N.S. - Palermo - Via V. Emanuele 71     Telef. 40.588 - Una copia Lire 30.

NUMERO UNICO

Assistenza concreta

I compiti assistenziali demandati all'E.N.S. dalla legge istitutiva, sono i seguenti:
-- interessarsi che i sordomuti in attesa dell'obbligo scolastico abbiano assistenza ricercando eventuali possibilità di ricovero in asili per i meno abbienti e provvedere che vengano accolti negli appositi istituti;
-- valorizzare i sordomuti d'ambo i sensi preparandoli e perfezionandoli, perché possano partecipare all'attività intellettuale e produttiva della Nazione, istituendo allo scopo Scuole Culturali e Professionali ecc.;
-- agevolare il collocamento al lavoro dei sordomuti;
-- agevolare la elevazione del livello generale di cultura e predisporre l'organizzazione di scuole e di corsi culturali e tecnici;
-- favorire le attività assistenziali di carattere mutualistico;
-- tutelare in ogni campo gli interessi morali e materiali della categoria.
La legge, quindi, non accenna al sussidio, perché esso sarebbe contrario ai principi informatori della costituzione dell'E.N.S.

L'Ente non è sorto come istituto di carità, ma per aiutare i sordomuti a superare quegli ostacoli che la minorazione frappone tra le loro capacità e la calorizzazione di queste capacità.

L'Ente mette il sordomuto in condizione di istruirsi di apprendere un mestiere, e si preoccupa anche di favorire il suo collocamento al lavoro; cerca quindi di metterlo nelle stesse condizioni degli altri cittadini udenti e, attraverso l'opera degli Assistenti Sociali, ne rappresenta e tutela i diritti presso gli Enti Assistenziali perché ottenga tutte le altre forme di assistenza allo stesso modo degli altri cittadini.

Tuttavia l'Ente tiene conto della situazione contingente, e, per fronteggiare il grave stato di bisogno dei sordomuti poveri e inabili a qualsiasi lavoro, provvede, sia pure nella minima misura consentita dai mezzi a disposizione, alla concessione di assegni alimentari continuativi.

Inoltre l'Ente concede attrezzi di lavoro agli artigiani e apparecchi di protesi acustica ai sordomuti con residuo uditivo educabile.

Infine istituisce Scuole-Convitti, laboratori e corsi culturali e professionali; turni annuali di Colonie estive per l'infanzia.

L'E.N.S. cerca quindi di preoccuparsi maggiormente e con priorità di assolvere ai fini istituzionali, ma nei limiti di disponibilità del bilancio esso svolge nel miglior modo possibile anche compiti generici di assistenza.

Fino ad oggi, infatti, allo scopo di fronteggiare particolari casi di necessità dei sordomuti bisognosi non ammessi al beneficio dell'assistenza continuativa, la Sede Centrale ha concesso alle Delegazioni e ai Comitati un fondo per l'assistenza straordinaria da devolvere in sussidi ai sordomuti riconosciuti poveri e inabili a qualsiasi lavoro.

Tale assistenza però, ove diventi una abitudine riesce dannosa, perché non solo contraria ai fini che l'Ente persegue, ma perché dà spesso questo assurdo risultato: che l'Ente aiuta di più quelli che stanno meglio, e di meno quelli che stanno peggio.

Ma il sordomuto, salvo casi particolarissimi non va aiutato con un sussidio il quale risolve aleatoriamente ed in maniera sempre inadeguata il bisogno di un momento, ma va invece assistito nella maniera più profonda e duratura che l'Ente si ripromette di attuare dal prossimo anno in poi per assicurare tutte le varie forme assistenziali garantite a tutti i cittadini e questa Delegazione, infatti ha sempre precisato, anche pubblicamente, che invece delle istanze di aiuto in denaro, avrebbe preferito da parte dei sordomuti domande per ottenere una assistenza più concreta e cioè: ammissione dei minori nelle scuole, assistenza artigiana e di avviamento al lavoro, la sola assistenza che permette ai minorati di avviarsi alla vita di pari passo con gli udenti, nella comune società.

RIENTRO

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