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Vita silenziosa
NOTIZIARIO DELLA DELEGAZIONE REGIONALE SICILIANA
DELL'ENTE NAZIONALE SORDOMUTI |
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Palermo, Dicembre 1956 |
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Direzione, Redazione Amminist. : Palermo Via
Roma 457, Telef. 11.857 - Direzione respons. :
FERDINANDO PASSARELLO Stampato nella
Scuola Tecnica Professionale dell'E.N.S. - Palermo -
Via V. Emanuele 71 Telef.
40.588 - Una copia Lire 30. |
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NUMERO UNICO |
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La marcia del
silenzio |
La legge istitutiva dell'Ente Nazionale per la protezione e
l'assistenza dei sordomuti del 25-8-50 N.698 all'art. 2 ne precisa i
compiti e cioè:
- Avviare i
s.m. alla vita Sociale, aiutandoli a partecipare alla attività
produttiva, ed intellettuale della Nazione;
- Agevolare
nel periodo post-scolastico, lo sviluppo della loro attività e
capacità alle varie attività professionali;
- Agevolare
il loro collocamento al lavoro;
-
Rappresentare e difendere gli interessi morali ed economici dei
minorati dell'udito e della favella presso le pubbliche
amministrazioni;
-
Collaborare con le competenti Amministrazioni dello Stato,
nonchè con gli Enti e gli Istituti che hanno per oggetto
l'assistenza, l'educazione e la attività dei s. m.
- Promuovere
l'esercizio di attività assistenziale a carattere mutualistico
fra s. m.In adempimento a tale legge ne è stata varata una
successiva in data 5-1-53 N.31 con la quale veniva fissato
l'ammontare del contributo annuo a carico dello Stato nella
misura di lire 375 milioni.
-
Quest'ultima legge, che avrebbe dovuto essere integrativa, alla
attuazione pratica si è dimostrata inadeguata alla realizzazione
delle permesse della prima.
- Ed
infatti: incombe allo Ente fra l'altro, ed in armonia al piano
di riparto del contributo approvato dal Ministero degli Interni,
la concessione dello assegno alimentare continuativo ai
sordomuti che abbiano determinati requisiti.
- Per tale
specifico scopo furono stanziati L. 144 milioni, somma
insufficiente a soddisfare le richieste dei sordomuti
aventi diritto alla
concessione dell'assegno alimentare,
non solo, ma da quanto è stato esposto dalla Commissione
Centrale di liquidazione che decide nel merito non è adeguato
nemmeno l'intero contributo di 375 milioni.
- Risulta
infatti che al 30/6/1956 hanno presentato domanda di assegno
alimentare ben 22.000 sordomuti; che 7.000 di essi beneficiano
dell'assegno esaurendo l'intero stanziamento di 144 milioni; che
per 5.000 altre domande la Commissione ha espresso parere
favorevole per la concessione; che 5.000 domande attendono
di essere esaminate, mentre 5.000 domande sono state respinte.
- A parte
qualsiasi considerazione sull'entità dello assegno alimentare
continuativo stabilito in lire 2.000 mensili, assai meschino o
addirittura dileggio per le persone cui viene corrisposto di
quanto debbono avere speciali requisiti:
inabilità permanente a
qualsiasi lavoro oltre il sordomutismo, iscrizione nell'elenco
comunale dei poveri,
si tenga presente che 12.000 domande sono state accolte e che
altre 5.000 dovranno essere esaminate e per le quali, adottando
la proporzionale emersa fin'ora, si avrà un aumento degli aventi
diritto all'assegno alimentare continuativo di altre 3.500 unità
portando così il totale dei beneficiari a 15.500 per un importo
annuo di L. 310 milioni.
- Nè sono
computate le successive migliaia di domande avanzate in questi
ultimi sei mesi.
- Ma delle
5.000 domande respinte, la Commissione ha denunziato, attraverso
il Rappresentante del Ministero del Tesoro, che le stesse non
debbono intendersi definitivamente risolte in quanto una buona
percentuale di esse ha bisogno di essere riveduta e corretta
perché la Commissione in sede di esame, tenuto presente il
contributo corrisposto dallo Stato, ha dovuto adottare misure
estremamente restrittive, il che in altre parole, ha dovuto fare
un pò di ingiustizia distribuitiva.
- Pertanto:
l'analfabetismo del sordomuto che di per sè stante costituisce
incapacità a proficuo lavoro non è stato tenuto in
considerazione; come non è stato tenuto presente il significato
di proficuo lavoro; mentre si è abusato dell'art. 433 del Codice
Civile relativo all'obbligo degli alimenti dei congiunti del
minorato.
- Noi non
intendiamo con questo far questo far colpa alcuna alla
Commissione Centrale di liquidazione sui criteri adottati i
quali non sono stati espressi dallo esame obbiettivo della
documentazione prodotta e dalle informazioni acquisite agli atti
ma soltanto ed unicamente dalle ragioni di bilancio, dalle
cifre, dalle somme.
- Tale
disagio i s.m. di Sicilia lo avevano avvertito e reso di
pubblica ragione con l'ordine del giorno del 4-3-1956 che è
stato trasmesso espressamente agli On. Senatori della Repubblica
ed ai Deputati al Parlamento Nazionale.
- Non si
nasconde che gran parte dei nostri Parlamentari ci hanno
espresso ka loro solidarietà e ci hanno assicurato tutto il loro
appoggio per venire incontro ai desiderata dei s.m. di Sicilia i
quali più degli altri fratelli sono stati danneggiati dalle
restrizioni perché più degli altri in gravi condizioni di
analfabetismo, e conseguentemente di incapacità al lavoro per
non avere appreso alcun mestiere, per accentuata miseria essendo
residenti in zona depressa.
- Delle
22.000 domande pervenute alla Sede Centrale ben 4283 sono state
trasmesse dalla Delegazione Regionale Siciliana.
- Da quanto
emerge quindi dalle cifre è evidente che contributo dello Stato
in favore dei sordomuti è assolutamente insufficiente.
- Tale
insufficiente crea delle difficoltà tali che incidono sulla
attività ed inficiano l'opera assegnata all'Ente.
- Ben a
ragione il compianto Trilussa ebbe ad esclamare: "Se
scrive e nun se pensa, ecco er difetto".
- Non è
certamente facile fare intendere ad un minorato, sia pure
sensoriale, che egli ha tutti i requisiti per poter fruire
dell'assegno alimentare, ma essendo esaurito il fondo
disponibile deve avere la santa pazienza di... attendere.
- Che cosa?
- Che
muoiano tutti i beneficiari suoi predecessori? Non è
umano!
- Non è
certamente rispondente a giustizia che cittadini dello stesso
Paese, con uguali diritti e doveri, con gli stessi
requisiti e bisogni, si ricevano un diverso trattamento sociale
in considerazione soltanto.. di una maggiore o minore
disponibilità di fondi.
- Di tale
problema si è reso ragione il Gruppo Parlamentare "Amici dei
Sordomuti" il cui Presidente On.le Giuseppe Riva ha anche
presentato un progetto di Legge la cui approvazione permetterà
di risolvere i problemi inerenti all'assistenza di una categoria
di minorati che ha diritto, come è stato riconosciuto per altre
similari, ad una maggiore solidarietà sociale.
- Sarebbe
già tempo che lo Stato si decida una buona volta ad adeguare il
fondo stanziato allo effettivo fabbisogno dello Ente, in quanto
la presente, insufficienza ha creato le premesse di un
malcontento che si estende, dilaga, divampa e che i dirigenti
non sono in grado di potere contenere più oltre.
- La
pazienza innata nei nostri minorati, la fiducia risposta nella
comprensione umana e sociale delle Autorità, l'opera di
persuasione e di fraterna soli darietà svolta dai dirigenti,
hanno procrastinato una agitazione che certamente sfocerà in una
concreta manifestazione di protesta quando la pazienza sarà
perduta, quando non si nutrirà più fiducia, quando non si
crederà più alle ripetute promesse.
- Si avrà
allora, alla stregua della indimenticabile marcia dell'ombra,
quella non meno penosa del silenzio.
- E' l'ora
pare sia giunta!
-
LOBI
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RIENTRO
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