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Della comune vita ai margini sperduti
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vivevano una volta i nostri sordomuti:
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nelle grandi città di vita fragorose,
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in tutte le contrade ridenti ed operose,
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nei più piccoli centri nei borghi più lontani,
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nei più dimenticati casolari montanti,
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entro le loro tristi isole silenziose,
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senza la carità di due mani amorose
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che sapesser lenir la pena duratura
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d'esser nati alla vita da matrigna natura,
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senza il divino dono della dolce favella
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che gli uomini avvicina, allieta ed affratella.
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Ma un Natale lontano un angelo discese
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e a piedi scalzi andò di paese in paese:
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- ed era tutto biondo, con grandi ali d'argento
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e sul viso la gioia del rinnovato evento.
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Di ogni sordomuto sul cuore si chinò
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e così soavemente a ciascuno parlò:
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- Fratello - disse - svègliati: ti porto la novella:
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come Gesù Bambino la vita rinnovella,
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così anche per te del divino Natale
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rinasce la tua vita nel segno augurale,
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poiché il silente grido del tuo muto dolore
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intesero i fratelli lontani, e con amore
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nel nome di Gesù ti tendono la mano
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per riportarti dentro il gran consorzio umano.
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E' nato l'ENS e tu rinasci a nuova vita !
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S'apre una grande strada innanzi a te, fiorita,
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perché tu possa andare con baldanza ed ardire,
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come gli altri fratelli, cincontro all'avvenire !
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E l'ENS come un grande, dolce padre sarà
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che per tutti i suoi figli cure ed amore avrà:
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e ovunque sorgeranno scuole e laboratori
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per far dei sordomuti sani lavoratori,
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e assistito sarai, e protetto e guidato
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per il nuovo cammino che col Bambino è nato ! -
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E l'angelo passara, lieto, di cuore in cuore:
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e nella notte santa al richiamo d'amore,
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dalle grandi città ai borghi più sperduti,
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andarono fidenti e lieti i sordomuti,
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nel gran segno dell'ENS che tutti immetterà,
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uguali fra gli uguali, dentro la Società !
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Questa la grande favola lontana e pur d'ieri
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che tutti i sordomuti ronde orgogliosi e fieri,
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la fiaba di Natale che lieti narreranno
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i sordomuti ai figli nei tempi che verranno.
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FERDINANDO PASSARELLO
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