RAGUSA,
città della Sicilia meridionale, capoluogo della provincia omonima;
sorge sul Monti Iblei, su un lungo sperone dai fianchi scoscesi, fra due
valloni percorsi dai torrenti di Santa Domenica e di San Leonardo.
E'
divisa in due nuclei princiali: Ragusa Ibla, sorta nel luogo dell'antica
Hybla Heraea, ad E, e R. propria, subito ad O, chiamata anche
Cosenza, forse perché fondata da un gruppo di cosentini banditi dalla
loro patria. Abitata fin dall'età preistorica, fu colonia
greca, poi romana e, nell' 848, venne occupata dagli Arabi che la
saccheggiarono e fecero schiava gran parte della popolazione. Importante
centro normanno, fu donata dal conte Ruggero al figlio Goffredo.
Nei secoli successivi fu possesso dei Chiaramonte, dei Cabrera, degli
Alvaresi finché divenne contea insieme a
Modica
sotto i Sylva-Mendoza. Un
terremoto ne 1693 distrusse e rovinò gran parte della città che dovette
essere quasi completamente riedificata. Delle vecchie
costruzioni, non rimangono che pochi e incompleti resti nella chiesa di
Santa Maria delle Scale e nel portale di San Giorgio Vecchio, nei ruderi
del castello e in quelli delle mura bizantine. I monumenti
principali sono quasi tutti barocchi, come la cattedrale di San Giovanni
del XVIII sec., le chiese dell' Ecce Homo, di San Giuseppe e di San
Giorgio Nuovo.
La Ragusa moderna si è formata durante il secolo scorso e in quello
attuale e presenta una regolare pianta a scacchiera. E' un
attivo mercato agricolo e conta alcune piccole industrie tessili,
olearie, enologiche e, soprattutto, casearie; ma il rapido sviluppo
della città è fondamentalmente dovuto allo sfruttamento delle vicine
miniere di asfalto, tra le più importanti che si conoscano, e, più
recentemente, all'estrazione del petrolio dai pozzi della zona
( il greggio viene in parte raffinato localmente, in parte convogliato
ad Augusta mediante oleodotto).
Nel territorio della provincia ( 1614 kmq ),
che dagli Iblei discende aprendosi verso la costa
mediterranea, il centro principale dopo il capoluogo è
Modica,
grosso centro agricolo e commerciale pittorescamente di steso sui
fianchi e ai piedi di uno sperone roccioso. Fu sede della
sicula Motyka, poi la Mobac dei Saraceni e nell' epoca
feudale fu a capo della contea dello stesso nome.
Di tale passato non restano che pochi avanzi architettonici.
Fra i monumenti più importanti sono la chiesa di Santa Maria di Betlem e
quelle di San Pietro e di San Giorgio.
Caratteristica, nelle vicinanze, la Cava
d'Ispica, vallata piena di grotte e spelonche, di
grande interesse paletnologico e archeologico.
Ispica,
che un tempo sorgeva all'estremità delle Cave, distrutta dal terremoto
del 1693 fu totalmente ricostruita col nome di Spaccaforno, che conservò
fino al 1935; Scicli,
centro agricolo dall'aspetto settecentesco, ha il suo piccolo porto a
Sampieri; Pozzallo,
più a SE è il principali scalo marittimo di Ragusa ed un importante
centro peschereccio; Comiso,
cittadina di antica origine, conserva un castello feudale dei Naselli
d'Aragona con un torrione del 1300;
Chiaramonte Gulfi
in bella posizione montana ha nelle vicinanze il famoso santuario della
" Madonna di Gulfi "; Vittoria,
che deve il suo nome a Vittoria Colonna Enriquez figlia del vicerè di
Sicilia fondatore della città nel 1607, si sviluppò nel XIX sec. grazie
soprattutto alle sue attività artigianali e industriali connesse
specialmente con la produzione del vino, alle attività commerciali ed a
quelle pescherecce.