
PANORAMA
della CITTA' |
PALERMO,
Città capoluogo della Sicilia e della provincia omonima.
E'
situata sulla costa nord-occidentale dell'isola in una insenatura
riparata dallo sperone del Monte Montepellegrino che tutta la domina, al
margine nord-occidentale della Conca d'Oro.
Deve il suo nome, derivato dal greco panbormos, al porto che
nell'antichità fu considerato fra i più attivi del Mediterraneo.
Palermo é il massimo centro commerciale della Sicilia e ha ancor
oggi il suo polo di attrazione nel porto ampio e ben attrezzato, a cui
convergono strade e ferrovie da ogni parte dell'isola.
Nella zona circostante sono sorti complessi industriali di primaria
importanza, attivi nei settori siderurgico, cantieristico, chimico, del
cemento, del vetro, del legno, tessile, conserviero, eccetera.
Risorse economiche di notevole importanza sono la pesca e il turismo
(Palermo e la vicina Monreale
registrano annualmente oltre un milione di presenze alberghiere).
La città è pure sede di numerosi enti e consorzi per cui una
considerevole parte della popolazione attiva è impiegata in mansioni di
carattere burocratico; è sede dell'Assemblea e della Giunta regionali
oltre che di un'università di un orto botanico e di numerosi musei, di
raccolte d'arte e scientifiche. L'aeroporto di Borsellino Falcone
(Punta Raisi) ha assorbito il traffico di quello di Boccadifalco ora
esclusivamente militare.
Porto fenicio e greco fu espugnata dai Romani durante la prima guerra
punica divenendo poi colonia al tempo di Augusto. Certamente
sede vescovile nel V sec., attraverso in seguito un periodo di profonda
crisi da cui si risollevò parzialmente con la dominazione
bizantina terminata nell' 831 con la conquista musulmana.
Compiuta la conquista dell'isola nel 948, gli Arabi la elevarono ad
emirato di tutta la Sicilia e la abbellirono sino a farla diventare uno
dei più fastosi centri del mondo arabo. Nel 1072 Ruggero I
d'Altavilla tolse la città agli Arabi e suo figlio Ruggero II,
incoronato re nel 1130, la consacrò capitale del Regno di Sicilia.
Decadde sotto il dominio angioino da cui si liberò con la rivolta del
Vespro (1282), passando agli Aragonesi e poi (sec. XV) sotto la
dominazione spagnola. Contro questa si ribellò con la rivolta del
1647, guidata da G. Alessi. Dal 1711 al 1718 passò ai Savoia, poi,
dopo il breve periodo asburgico, ai Borboni di Napoli (1736).
Prese parte ai moti del 1820 e del 1848. Liberata da Garibaldi fu
annessa nel 1860 al Regno d'Italia.
Arabi e Normanni hanno lasciato in Palermo esempi mirabili della loro
arte; il basso Medio Evo, il Rinascimento e l'epoca del barocco vi
hanno alternato e armonizzato le loro belezze.
Fra i numeri monumenti che abbelliscono la città, di particolare rilievo
è il duomo del XII sec. che conserva della primitiva struttura solo le
quattro torri situate agli angoli. Pregevole è il
portichetto che s'apre sul fianco destro della chiesa, a tre archi
ogivali poggianti su quattro snelle colonne una delle quali reca incisi
alcuni passi del Corano. Caratteristica è la chiesa
di San Giovanni degli Eremiti fatta erigere da Ruggero II nel 1132, per
via delle cinque cupolette rigonfie e colorate in rosso che le
conferiscono un aspetto tipicamente orientale; d'incomparabile valore
sono i mosaici, in puro stile bizantino e databili al XII sec.,
della chiesa della Martorana; notevole anche la chiesa di Santa Maria
della Catena, che deve il suo nome alla catena con la quale si chiudeva
l'antico porto.
La Storica chiesa di Santo Spirito o del Vespro ricorda la celebre
sollevazione del 1282, e quella di Santa Maria degli Angeli, detta La
Gancia, l'insurrezione del 1860 ad opera di Francesco Riso.
Fra gli edifici civili primeggia l'ex palazzo reale o dei Normanni, che
dell'epoca normanna conserva, oltre alla torre Pisana, la cappella
Palatina, famosa per i preziosi mosaici e per lo splendido soffitto di
struttura prettamente araba. Interessanti sono ancora il
palazzo Zisa del XII-XIII sec., di tipo musulmano, il parco della
Favorita con la palazzina cinese, la monumentale fontana Pretoria, le
chiese di San Cataldo, del Gesù e di San Francesco d'Assisi, gli oratori
del Rosario, di San Domenico, di Santa Zita e di San Lorenzo, il palazzo
Chiaramonte, il Santuario di Santa Rosalia e il Teatro Massimo. Di
grande importanza la Galleria Nazionale della Sicilia e il Museo
Archeologico.
La provincia ( 5016 kmq ) è molto varia: fertile lungo la costa, arida
nell'interno per le brulle montagne rocciose che sorgono ovunque, verde
di boschi nelle Madonie. Poco a SE di Palermo sorge
Bagheria,
nota per la produzione degli agrumi, ortaggi, conserve alimentari, e per
le sontuose ville settecentesche.
Sulla costa è Termini Imerese,
distesa ad anfiteatro sulle pendici di un promontorio; poco lontano è
Cefalù,
in cui la grandiosa cattedrale fatta erigere da Ruggero II, testimonia
la grandezza dell'arte siculo-normanna.
Da Cefalù
si va al celebre santuadio di Gibilmanna del XVII sec. e nella bella
regione montana delle Madonie che offre incantevoli panorami. A SO
di Palermo, sui declivi della Conca d'Oro, in posizione panoramica, è
Monreale,
la cui fama è legata al magnifico duomo normanno, eretto per volere di
Guglielmo II a partire dal 1174, che ha un interno riccamente ornato di
grandiosi mosaici raffiguranti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento,
eseguiti tra la fine del sec.XII e la prima metà del XIII secolo.
Accanto al duono è il chiostro dell'antica badia benedettina (sec. XII),
meraviglioso per la leggiadria e l'armonia delle 228 colonne che lo
compongono.
All'interno sorge Piana degli
Albanesi, sorta nel XV sec.
per opera di profughi albanesi, interessante perché gli abitanti
conservano lingua, usi e costumi del Paese di origine.
Carini, Partinico, Misilmeri e
Corleone sono noti centri
agricoli e commerciali;
Lercara Friddi a 660 m di
altitudine è anche importante centro minerario (estrazione dello zolfo);
Petralia Sottana e Petralia
Soprana sulle pendici
meridionali delle Madonie, rispettivamente a 1000 m e a 1147 m, sono
centri di villeggiatura e, per la lussureggiante vegetazione, hanno un
aspetto diverso dalle altre contrade della Sicilia. Fra gli
altri centri più popolosi della provincia sono
Castelbuono, Gangi, Caccamo, Prizzi,
Montelepre, Santa Flavia, Villabate e Terrasini:
in tutti questi centri le tradizionali attività agricole e pastorali
sono affiancate da nuove iniziative industriali. |