ENNA, città
della Sicilia centrale, capoluogo della provincia omonima, il più
elevato d'Italia ( 931 m ). Situata su di un ripiano dei Monti
Erei, in posizione dominante l'altra valle del fiume Dittaino, Enna è un
vivace centro agricolo e una località di soggiorno estivo.
Antichissimo villaggio dei Sicani nel VII sec. a. C. divenne una
fiorente colonia greca, celebre per il culto di Demetra e la leggenda di
Persefone, secondo cui la giovinetta sarebbe stata rapita da Plutone
nelle vicinanze della città e precisamente a una decina di km, presso la
riva del larghetto di Pergusa.
La città in seguito fu contesa tra Cartaginesi e Romani, sotto i quali
però decadde; nel Medio Evo riacquistò importanza per la sua posizione
strategica e passò successivamente ai Bizantini, agli Arabi (dai quali
ebbe il nome di Qasr Yani, donde quello di Castrogiovanni,
toponimo rimasto alla città sino nel 1927), ai Normanni, agli Svevi e
agli Aragonesi.
Della sua bimillenaria storia Enna conserva però poche testimonianze. I
principali monumenti sono: il duomo, trecentesco ma in parte riedificato
nel 1500; il castello di Lombardia, uno dei più imponenti della Sicilia,
con elementi architettonici bizantini, normanni e svevi; la duecentesca
torre di Federico II e la chiesa di San Francesco, eretta nel XIV
secolo.
La provincia di Enna ( 2562 kmq ) fu costituita nel 1927 con l'unione
dei circondari di Piazza
Armerina e
Nicosia,
già inclusinelle province di Caltanissetta e Catania. E' l'unica
provincia della Sicilia che non si affacci al mare; il suo territorio è
montuoso, estendendosi a cavallo dei Monti Erei e per breve tratto sulle
pendici meridionali dei Nebrodi.
Il suolo, prevalentamente argilioso o sabbioso, è poco fertile;
l'agricoltura (frumento, olivo, vite, agrumi) rappresenta tuttavia la
principale risorsa della popolazione, mentre ha perso d'importanza
l'industria estrattiva del salgemma e dello zolfo (giacimenti di
Grottacalda, Fioristella ecc.), che costituiva tradizionalmente uno dei
pilastri dell'economia della provincia. Tra le poche
industrie si annoverano alcuni complessi alimentari (oleifici,
pastifici), degli stabilimenti chimici e impianti per la lavorazione del
legno.
La provincia è la meno popolata dalla Sicilia, registrando anzi una
certa flessione demografica. Il principale centro dopo il
capoluogo e Piazza Armerina,
graziosa cittadina anch'essa d'origine antichissima, con insigni edifici
barocchi tra cui il grandioso duomo, ma nota soprattutto per la Villa
Romana del Valle, dai preziosi mosaici pavimentali dei secoli III
- IV d. Cristo. Tra gli altri maggiori centri, in genere in
pittoresca posizione sulla clima di un colle, si annoverano: attorno al
capoluogo i grossi mercati agricoli di
Villarosa, Leonforte, Pietraperzia
con miniere di zolfo,
Valguarnera Caropepe, sede di
qualche complesso industriale; nella parte settentrionale del territorio
Nicosia,
sulle estreme pendici dei Nebrodi e
Regalbuto; Centuripe, quasi
alle falde occidentali dell'Etna;
Agira,
poco a monte dello sbarramento del Lago Pozzillo, uno dei più vasti
bacini artificiali della Sicilia; infine
Barrafranca,
importante borgo agricolo e minerario nel settore sud-occidentale della
provincia.