|
- foto
-
FABRA IGNAZIO
(Palermo)
- N. 25 aprile1930
- M.13 aprile 2008
|
|
|
|
|
|
|
|
|
CAMPIONATI NAZIONALI
|
LOTTA
GRECO-ROMANA |
|
ANNO |
PESI |
CLASSIFICA |
|
1961 |
gallo |
kg. 57 |
1 posto |
|
1967 |
gallo |
kg. 57 |
1 posto |
|
1968 |
gallo |
kg. 57 |
1 posto |
|
1969 |
gallo |
kg. 57 |
1 posto |
|
LOTTA
STILE-LIBERO |
|
1961 |
gallo |
kg. 57 |
1 posto |
|
1967 |
gallo |
kg 57 |
1 posto |
|
|
|
|
|
|
ATTIVITA' INTERNAZIONALE.
- IX GIOCHI
MONDIALI SILENZIOSI
-
HELSINKI 6-10 agosto 1961
|
|
LOTTA GRECO-ROMANA |
|
anno |
pesi |
classifica |
|
1961 |
gallo |
kg. 57 |
1 posto |
|
LOTTA STILE-LIBERO |
|
gallo |
kg. 57 |
2 posto |
- X GIOCHI
MONDIALI SILENZIOSI
-
WASHINGTON dal 27 giugno al 3 luglio 1965
|
|
LOTTA GRECO-ROMANA |
|
anno |
pesi |
classifica |
|
1965 |
gallo |
kg.57 |
2 posto |
|
LOTTA STILE-LIBERO |
|
gallo |
kg. 57 |
3 posto |
- I
CAMPIONATI EUROPEI
-
SOFIA 3 giugno 1968
|
|
BULGARIA - ITALIA
5 - 1 |
|
kg. 57 |
Fabra - Dimitrov |
1 - 0 |
- XI GIOCHI
MONDIALI SILENZIOSI
-
BELGRADO agosto 1969
|
|
anno |
pesi |
classifica |
|
1969 |
gallo |
kg. 57 |
1 posto |
|
|
|
CORONA DI ALL'ORO FSSI
|
- Per l'atleta che durante la
stagione avrà conseguito la migliore prestazione di
particolare rilievo tecnico-morale) |
|
1962 |
Fabra Ignazio |
lottatore |
|
|
|
|
|
LAURO FSSI
|
LAURO
D'ONORE (oro) |
|
- 1965
Campione Mondiale di lotta greco-romana (F.I.L.A.) |
|
LAURO
DI PRIMA CLASSE |
|
- 1955 Più volte
maglia azzurra della F.I.A.P. |
|
LAURO
DI SECONDA CLASSE |
|
- 1962 Medaglia d'argento ai Campionati
Mondiali di lotta (F.I.L.A.) |
|
- 1963 Medaglia d'argento ai Campionati
Mondiali di lotta (F.I.B.T.) |
|
- 1964 Maglia azzurra all'Olimpiade di
Tokio |
|
- 1965 Medaglia d'argento ai Giochi
Mondiali Silenziosi |
|
LAURO
DI TERZA CLASSE |
|
- 1960 Maglia azzurra della F.I.A.P. |
|
|
|
MEDAGLIE CONQUISTATI
|
GIOCHI
MONDIALI SILENZIOSI |
|
1961 |
Helsinki |
oro |
argento |
- |
|
1965 |
Washington |
- |
argento |
bronzo |
|
1969 |
Belgrado |
oro |
argento |
- |
|
|
|
|
|
VINCITORI DI MEDAGLIE
|
CAMPIONATI ASSOLUTI |
|
ORO |
ARGENTO |
BRONZO |
TOTALE |
|
6 |
- |
- |
6 |
|
|
|
MAGLIE AZZURRE
|
GIOCHI
MONDIALI SILENZIOSI |
|
PRESENZE |
ORO |
ARGENTO |
BRONZO |
|
5 |
2 |
2 |
1 |
|
ALTRE
GARE INTERNAZIONALI |
|
PRESENZA |
ORO |
ARGENTO |
BRONZO |
|
1 |
1 |
- |
- |
|
|
|
|
 |
|
_________________________________________________________
| Il Campione
palermitano, sordomuto fin da bambino, è morto a Genova a 78 anni.
Vinse un mondiale e due argenti olimpici |
|

Il campione palermitano impegnato in un match
durante l'Olimpiade Romana del 1960 |
- LOTTA GRECO-ROMANA
- Addio a Fabra, l'asso
"Incincibile"
PALERMO. (sli) La sua esistenza terrena ha
sfiorato i 78 anni - li avrebbe compiuti il 25 aprile 2008 - la sua
vita da sportivo, invece, è un libro senza fine, perchè ha scritto
pagine immortali. Il palermitano Ignazio Fabra è stato un dei
grandissimi della lotta greco-romana, una volta campione
mondiale e due vice campione olimpico, nella categoria mosca, quella
dei 48 kg. Se ne è andato domenica pomeriggio, a Genova, dove da
decenni viveva con la moglie, la palermitana Francesca Patuano , i
figli Giovanni e Ketty e i nipoti Matteo , Gabriel Elias e Ginevra.
Stamattina l'ultimo saluto, nella chiesa di S.Margherita in Marassi
del capoluogo ligure.
Ignazio Fabra proveniva da una famiglia
numerosissima (nove tra fratelli e sorelle) che padre mandava avanti
grazie a piccolo bar di via Archimede che adesso non esiste più.
Fabra, sordomuto, fu avviato alla lotta dallo zio materno, Nino
Calvaruso. E, primeggiando da subito nella greco-romana, il
palermitano squarciò anche il silenzio, imparando un po' a parlare.
La sua scalata fu irresistibile - in carriera non fu mai atterrato,
particolare che alimentò il mito della sua invincibilità -
fermandosi solo due volte, a un soffio dal trionfo a cinque cerchi.
Nel 1950, nemmeno ventenne, vince il titolo italiano assoluto, primo
di dieci, fra greco-romana e libera, con due squadre, i Vigili del
Fuoco Caramanna di Palermo e l'Italsider di Genova.
L'anno dopo trionfò ai Giochi del Mediterraneo in
Egitto. Alle Olimpiadi di Helsinki, nel 1952, sfidò in finale il
sovietico Boris Gurovetich: solo un equivoco lo privò del titolo, il
palermitano interpretò male un segnale del direttore tecnico Luigi
Cardinale, andò all'attacco, mettendo l'avversario nelle condizioni
di segnare il 3-2 decisivo. Il 24 aprile 1955, ai Mondiali di
Karlsruhe, il Germania, conquistò l'oro - che mai nessun altro
italiano ha vinto - dopo aver battuto sei rivali di fila, cinque per
atterramento, ultimo il sovietico Nail Garaev. Alle Olimpiadi di
Melbourne, nel 1956, affrontò in finale il sovietico Nikolai
Solovyov. non mantenne il vantaggio fino alla fine, tradito da una
distorsione al ginocchio. Fabra restò ai vertici per più di altri
dieci anni: quinto alle Olimpiadi di Roma nel 1960, secondo ai
Mondiali del '62 negli Usa e a quelli del '63 in Svezia, quarto ai
Giochi del 1964, a Tokyo. L'epilogo fu il trionfo alle
Olimpiadi dei silenziosi, nel 1969.
sport senza lustrini, che non lascia ricchi dopo i
trionfi, la lotta per Fabra è stata la vita, anche oltre l'attività
agonistica. Fabra cominciò a insegnarla. Lavorando, anche per
trentadue anni da operaio al complesso siderurgico Italsider di
Genova. Nel 2000 l'allora presidente della Repubblica. Carlo Azeglio
Ciampi, gli concesse un vitalizio, l'assegno della legge Bacchelli,
Ha continuato a dare il meglio di sé, fino agli ultimi tempi, in
palestra, tutte le sere a dar consigli ai giovani che imparavano i
rudimenti di un'arte difficile e terribile. Non solo consigli
teorici. A settant'anni suonati, col suo fisico asciuttissimo,
Fabra era ancora capace di eseguire il suo famoso ponte, arrivando a
toccarsi le gambe con la fronte. Dovunque si trovi adesso, c'è da
scommettere che sta lottando come sempre, con forza di volontà,
tenacia e talento. in barba al silenzio che l'avvolgeva,
Felice Palasciano, per decenni prima firma della lotta sulla
Gazzetta dello Sport, ha scritto del lottatore palermitano: Mai
nessuno come Fabra. Lui era la lotta. E' stato il più grande di
tutti. L'aveva nel sangue, faceva tutto con naturalezza, senza
fatica. Una classe immensa".
Salvatore Lo Iacono
|
| Ignazio Fabra, fotografato ai
Mondiali di Karlsruhe del 1955 dove conquistò una storia medaglia
d'oro |
 |

Riceve i complimenti per i suoi risultati e un premio
dall'Onorevole Russo |
Gli inizi all'Accademia Pandolfini
- Il maestro Scuderi:
- "un grande talento"
- PALERMO. (sli la primissima
"culla" sportiva di Ignazio Fabra, a Palermo, è stata
l'Accademia Pandolfini.
- Fondata nel secondo dopoguerra dal pugile e
lottatore Antonio Pandolfini, aveva sede inizialmente in uno
scantinato di via Villafranca, poi in alcuni locali di via
Enrico Albanese. Lì arrivarono i primi vagiti della leggenda di
Fabra, intorno alla metà del secolo scorso. Dopo qualche anno,
nel 1953, il campione palermitano seguì il suo maestro Enzo
Scuderi, che diede vita all'Accademia che da lui prende il nome
e ancora adesso è diretta dal figlio Elio e dal nipote Enzo.
"Eravamo coetanei e ci allenavamo assieme - ricorda Elio Scuderi,
figlio del maestro di Fabra - soltanto che lui era un campione e
io... un lottatore normale. Era un talento naturale, aveva
un fisico snodabile e sapeva sempre come uscire dai momenti di
difficoltà nel corso degli incontri"
- Negli ultimi tempi i contatti tra Fabra e la
famiglia Scuderi si erano diradati, ma l'affetto era rimasto
intatto.
- "Oltre che un grande atleta - aggiungere Elio
Scuderi - era un ragazzo che aveva un gran cuore e un carattere
allegro. Uno dei ricordi più belli che ho di lui? Un
viaggio di quasi ventiquattro ore, con il mare forza otto, da
Napoli a Palermo, imbarcati sul postale di ritorno da un
campionato italiano. Tutti sulla nave stavano malissimo,
lui rideva e scherzava...".
S.L.I.
|
-
Fabra Saluta gli amici durante una visita a Palermo

-
____________________________
-
"La sua scomparsa mi tocca, era
gentile e disponibile. Ha sfidato lottatori più forti di quelli
attuali, ha fatto la storia"
|
-
- "Pollicino" rende onore al
Campionissimo con il quale aveva partecipato a serate di gala
-
L'olimpionico Maenza: "Per me era un
mito"
-
PALERMO. (sli)
Lui s'erà aggiudicato l'oro in due Olimpiadi - Los Angeles 1984 e
Suel 1988 - Fabra l'aveva sfiorato, vincendo due argenti. Il
palermitano, però aveva vinto il titolo iridato che lui, Vincenzo
Maenza, aveva accarezzato, con due secondi posti, nel 1980 e nel
1989. Maenza, uno dei più grandi specialisti di sempre nella lotta
greco-romana, rende onore a Ignazio Fabra. "La sua scomparsa mi
tocca - spiega "Pollicino", quasi 46 anni - e lo dico col cuore. Non
l'avevo visto gareggiare, ma ne ho sempre sentito parlare più che
bene e ho letto delle sue imprese. Per noi lottatori era un mito, ha
fatto la storia, i suoi risultati parlano da soli". risultati
quasi paragonabili ai suoi. "E' stato un campionissimo nella
sua epoca - spiega Maenza - e con questo non intendo sminuire i suoi
traguardi, anzi Sfidò lottatori anche più forti di quelli attuali.
Ho saputo della notizia oggi (ieri per chi legge, ndr), qualche
giorno fa ero a Genova e un suo caro amico mi aveva rassicurato
sulle sue condizioni, stava benissimo..."
-
Nato a Imola Maenza
vive da sempre e Faenza, ma è di origini siciliane, il padre,
barbiere, è nato a Palermo. Lui, quasi isolano e Fabra, siciliano
trapiantato in Liguria, si erano incontrati nelle serate di gala e
amarcord organizzate della Fijkam (la Federazione Italiana Judo
Lotta Karate ed Aerti Marziali) per i suoi campioni. "Lo
ricordo come un uomo gentile - conclude il due volte olimpionico - a
cui tutti volevano bene".
-
Matteo Pellicone,
presidente della Fijlkam, accomuna i due campioni: Insieme a
Vincenzo Maenza - sottolinea - Ignazio Fabra è stato il vero simbolo
della lotta a livelli addirittura sublimi. Sul piano tecnico
fu un geniale innovatore, esprimendosi sempre con gesti di
inimitabile spettacolarità; dal punto di vista tattico il suo unico
credo era l'attacco senza calcoli. Lo ricorderemo sempre così, uno
splendido campionissimo della lotta".
|
RIENTRO
|