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Piana
degli Albanesi (C.A.P. 90037) dista 139 Km. da Agrigento, 142 Km. da
Caltanissetta, 242 Km. da Catania, 161 Km. da Enna, 283 Km. da Messina,
24 Km. da Palermo, alla cui provincia appartiene, 283 Km. da Ragusa, 307
Km. da Siracusa, 88 Km. da Trapani.
Il comune
conta 6.384 abitanti e ha una superficie di 6.489 ettari per una densità
abitativa di 98 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona
collinare interna, posta a 720 metri sopra il livello del mare.
Cereali, uva, olive ed ortaggi sono i principali
prodotti agricoli dell'economia pianese. Esteso è l'allevamento degli
ovini e dei bovini. Particolari sono i prodotti artigianali quali i
ricami in oro, le bambole in costume albanese, le icone, le pitture su
stoffa e le ceramiche artistiche.
In origine Piana degli Albanesi fu chiamata Hora
che significa la città. Essa fu fondata nel 1488 da un gruppo di
profughi albanesi sfuggiti all'armata turca. Essi ottennero dal sovrano
Giovanni II di Spagna il permesso di occupare quel luogo e di conservare
il loro culto greco: perciò la cittadina prese il nome di Piana dei
Greci.
Nel tempo, l'antica accezione fu trasformata in
Piana degli Albanesi. Sin dal 1941 essa sorge su una collina al di
sotto della quale vi è una conca culla di un lago artificiale.
I monumenti più rilevanti sono la Chiesa Madre di
rito greco, risalente al 1590 e la Chiesa di Santa Maria Odigitria
costruita nel 1644 su progetto dell'architetto Pietro Novelli. Citiamo
anche la Chiesa di S. Giorgio, la più antica del paese, e la Chiesa di
S. Vito con il suo imponente portale.
A Piana degli Albanesi singolare e bellissima è la
Festa della Pasqua che si svolge secondo un caratteristico itinerario:
all'ingresso del paese due pianesi, in costume tipico, accolgono i
visitatori regalando loro delle uova colorate. Poi viene celebrata la
Santa Messa in cui il Vangelo viene letto in ben sette lingue, tra cui
l'arabo. Infine per le strade della cittadina si svolge un lungo corteo
in cui gli abitanti indossano sontuosi costumi. |