C.C.I.S.S.  

Centro Comunicazione Informazione dei Sordi Siciliani - Onlus ............ gratuito per tutti quelli che vogliono collaborare con noi e per tutte gli associati

Parlare con le mani, sentire con gli occhi
Un seminario regionale sulla Lingua dei Segni a Favara ( Ag )
Rory Previti

Un mondo, quello dei non udenti, o sordi, o silenziosi che dir si voglia, tutt’altro che silente. L’ansia, la voglia, la gioia del comunicare, che è comune a tutte le persone con disabilità uditiva, si è manifestata in tutta la sua consueta irruenza a Favara, lo scorso 11 Dicembre,  in occasione di un seminario regionale sulla L.I.S ( Lingua Italiana dei segni ) voluto da Antonio Costanza, Presidente dell’Associazione Fabaria. La cornice era quella, prestigiosa, del Castello Chiaramonte, risalente alla fine del XIII secolo, gentilmente concesso dal Comune.

La L.I.S., pur se gestuale, è una vera e propria lingua che non deve rimanere nel chiuso della comunicazione tra non udenti, ma deve trovare spazio e legittimazione in tutti gli ambienti e ciò non tanto e non soltanto per favorire chi non ci sente, ma, per dirla con uno dei relatori, il  cavaliere Massimino, pedagogista di Messina, perché lo Stato, tra le sue finalità, annoveri anche quella di arrivare ai sordi. Non un servizio rivolto ad una minoranza, ma un bene, utile per la collettività. La L.I.S nei palazzi di giustizia, nei nosocomi, negli uffici pubblici, nelle scuole e nelle università non rappresenterebbe un favore fatto ai sordi, ma un miglioramento nella qualità dei servizi offerti alla comunità da parte delle pubbliche amministrazioni.

Ma cos’è poi il linguaggio, e la L.I.S. può  o non può essere considerata linguaggio pur essendo priva di sonorità?

Il linguaggio è un sistema di segni sonori  usati da una data società per la comunicazione a distanza.

Il linguaggio permette un contatto sociale tra tutti gli individui che usano lo stesso codice linguistico.

Il linguaggio è alla base della comunicazione, ma linguaggio e comunicazione non sono sinonimi. La comunicazione, infatti, non è soltanto verbale, ma si estende anche ad aspetti sociali come il comportamento. La postura, la mimica facciale, lo sguardo, il sorriso, colorano emotivamente la comunicazione, a volte in modo  inconsapevole e dunque incontrollabile da parte di chi comunica. Tra gli animali si possono stabilire forme di comunicazione acustica, anche per mezzo di ultrasuoni,  ma la comunicazione può anche essere tattile, chimica, termica ed elettrica. Nel regno animale si comunica mediante movimenti, secrezione di sostanze o emissione di suoni e anche l’uomo non sfugge a queste regole. Quando non riesce ad udire i suoni, né ad avere facile consapevolezza di quelli che produce,  l’uomo si affida all’immagine, alla parola scritta, al gesto. Non ci sarebbero grandi problemi, se il mondo circostante non fosse costruito ad uso e consumo di chi ci sente bene, se non ci fossero miriadi di importanti servizi veicolati solo da avvisatori acustici.

E’ in arrivo sul binario sei il treno espresso Roma - Napoli”……..E il sordo rimase a Roma…………….

 Il nodo è quindi quello del potenziamento dei servizi a favore di chi ha bisogno solo di un po’ d’attenzione in più. Di chi ha bisogno di una classe politica  meno superficiale, più attenta.

Oggi è forte la richiesta di “ mainstreaming”: di politiche, cioè, non più settoriali ma coinvolgenti tutti i settori,  in un approccio  globale che non trascuri nulla; al mainstreaming si devono ispirare le politiche per le persone con disabilità, per le quali oggi si chiede pari dignità, a cui debbono essere date pari opportunità con tutti gli strumenti normativi di promozione e di sanzione di cui possa fare uso ogni paese europeo, forte della sua specifica legislazione. Alla globalizzazione va affiancata, però, la localizzazione: è dal particolare che si deve partire, dal piccolo comune, dalla provincia. Tra le politiche in questione, grande rilievo hanno, per i sordi, quelle che favoriscono la diffusione della Lis.  Anche i sordi vogliono essere presenti e attivi in ogni momento del loro tempo, del tempo attuale, in cui le trasformazioni e i cambiamenti si susseguono a ritmi vertiginosi.

“Esserci”,  per dirla con Martin Heidegger, vuol dire essere partecipi e consapevoli.

 Per “ esserci “ bisogna comunicare liberamente, partecipando consapevolmente all’informazione, all’istruzione, alla cultura. La gestualità della Lis trasforma la parola in immagine, ed è l’immagine il mezzo principe di cui si nutre la capacità di comprensione, di elaborazione, di simbolizzazione del pensiero di chi è sordo. Nella Lis il gesto non si limita a svolgere un ruolo suppletivo rispetto alla parola, ma si mette al servizio della parola.

Ogni lingua è paradigma della cultura di appartenenza e in ciò la Lis non fa eccezione, esprimendo tutto lo spessore e la profondità della cultura dei sordi, ad onta di chi  ne mette in dubbio l’efficacia.

Nessuno dei partecipanti al seminario ne ha messo in dubbio l’efficacia, naturalmente. Ma tutti i presenti hanno appreso moltissimo dalle brillanti relazioni e dai numerosi, partecipati interventi.

 Dopo il saluto di Antonio Costanza, gli assessori favaresi alla Pubblica Istruzione, Prof Sorce,  e alla Solidarietà sociale, Ins. Sutera Sardo, hanno introdotto brevemente la sessione di lavoro. Una breve ma interessante apertura è stata offerta dall’Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, Ing. Lo Presti, che ha dato alla platea degli spunti che sono stati poi ripresi durante gli interventi e nella fase di dibattito. Appassionato il contributo del Dott. Gioacchino Zarbo, consigliere provinciale, capogruppo di Forza Italia, presente ed attento durante tutto il seminario. Zarbo ha ringraziato i sordi per ciò che gli hanno fatto capire in merito ai loro problemi e ai loro bisogni, problemi e bisogni a cui l’amministrazione provinciale potrà rispondere attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico con i  rappresentanti delle associazioni.

 Tra i relatori,  il Professore Riggio, docente agrigentino, ha esaminato lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione durante lo sviluppo del bambino, udente e non udente, e l’importanza del gesto nel secondo, descrivendone le fasi evolutive, in particolare nella trasformazione metamorfica da gesto istintivo a gesto intenzionale e rappresentativo di un messaggio preciso: il cisema, che a poco a poco diventerà segno e poi, insieme con la postura, l’espressione del volto, il contatto spaziale, i movimenti, le comunicazioni non verbali, diventerà segno cinestetico.  Riggio ha evidenziato come, nel bambino sordo, il segno venga comunicato con tutto il corpo, che diventa veicolo e al contempo messaggero di una comunicazione prima viso-manuale e poi multimodale.

Il Prof Cusumano ha illustrato i vantaggi che il sussidio informatico e la multimedialità possono offrire ai sordi, mentre il sig. Cesarano di Castellammare di Stabia, Presidente dell’Associazione Sordomuti Campani, ha messo in luce  l’iter evolutivo da L.M.G.S. (  Lingua Mimico Gestuale dei Sordi ) a L.I.S. e il sig Garofalo di Palermo, docente di L.I.S.,armato della consueta vitalità espansiva, è sceso sul piano tecnico, con una lezione magistrale di lingua dei segni, che ne ha rivelato la ricchezza lessicale e la grande espressività nella finezza e molteplicità gestuale: gesti elaborati, gesti pieni di fantasia e di capacità comunicativa non di parole soltanto, ma di emozioni e di sentimenti. Mani che volano, occhi che le seguono, relazioni umane che nascono e si consolidano in occasioni come questa, offerta da un seminario regionale a cui hanno partecipato anche molti udenti.  Puntuale ed efficace la traduzione simultanea per udenti e non udenti da parte di due bravi assistenti alla comunicazione. Numerose e molto rappresentative le associazioni provenienti da tutta la Sicilia, tra cui il CCISS di Palermo, con il presidente Matteo Bassi e altri esponenti, l’Associazione Parole e Segni di Sciacca, i Sordomuti del Golfo di Gela e tante altre ancora, unite in questa come in altre occasioni, solidali, legate in tutta evidenza da vincoli di grande stima ed amicizia, nella ricerca del bene comune.

Un bene comune che non può che ottenere vantaggio dalla diffusione della L.I.S. Specie se a ciò si aggiunge un attento monitoraggio dello sviluppo del linguaggio dei bambini nei primi tre anni di vita, quando lo stesso sviluppo neurocognitivo può venire compromesso dalla sordità, se non diagnosticata e non compensata per tempo.

Parlare con le mani e sentire con gli occhi può bastare per vivere bene, a condizione però  che la L.I.S. non sia la modalità comunicativa di una ristretta minoranza, ma si diffonda sempre di più.

 

RIENTRO

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