C.C.I.S.S.  

Centro Comunicazione Informazione dei Sordi Siciliani - Onlus ............ gratuito per tutti quelli che vogliono collaborare con noi e per tutte gli associati

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Le teorie sul linguaggio e quelle sulla comunicazione hanno percorso da sempre strade parallele e spesso sovrapponibili. Infatti, per esempio, un bambino che non parla è considerato un bambino che non comunica. Questa interpretazione nasconde due errori: infatti, in questo modo si considera il linguaggio come strumento che deve essere usato esclusivamente per comunicare; ed inoltre sembra che la comunicazione avvenga solo tramite il linguaggio. In realtà, si comunica anche senza esprimere verbalmente idee e parole; lo dimostrano i bambini in fase prelinguistica, così come lo dimostrano gli adulti quando si servono di metodi non verbali per trasmettere informazioni.

Può sembrare strano, ma spesso la comunicazione e il contatto con gli altri, può essere per un sordo – cieco fattore, non solo di piacere, ma anche di angoscia. Il sordo – cieco prova angoscia, quando familiari, amici o semplici conoscenti, si allontanano da lui a causa della difficoltà nel comunicargli qualcosa. Proverà piacere, invece quando troverà una persona che manifesterà interesse a comunicare con lui, e che ogni giorno si sforzerà di imparare sempre meglio il sistema di comunicazione da lui adottato.

Generalmente per comunicazione, si intende la trasmissione di informazioni mediante simboli. Il linguaggio è considerato il mezzo di comunicazione tipicamente umano, il quale si avvale di simboli convenzionali verbali, mimici, gestuali e grafici. Il linguaggio verbale è quindi solo uno dei mezzi di comunicazione di cui gli uomini possono servirsi. In riferimento ai sordo – ciechi si parla spesso di comunicazione o linguaggio funzionale; si indica cioè la necessità di un linguaggio che abbia una funzione utile, e che cioè consenta al soggetto sordo – cieco di capire e di farsi capire dalle altre persone. Si può definire funzionale un sistema comunicativo che permette di comunicare con diverse persone, esprimendo contenuti comprensibili a tutti.

Per scegliere la modalità comunicativa più adatta alle capacità di una persona sordo – cieca, bisogna considerare tre criteri fondamentali:

  1. le capacità motorie, sensoriali ed intellettive del soggetto;
  2. il grado di acquisizione della componente ricettiva del linguaggio (cioè la capacità di comprendere il linguaggio altrui), e di quella espressiva (cioè la capacità del sordo – cieco di utilizzare un codice comunicativo per esprimere concetti ed idee);
  3. la possibilità di acquisizione di altre modalità alternative a quella verbale o integrative della stessa.

Diversi sono i sistemi di comunicazione utilizzati dai sordo – ciechi, proprio perché diverse sono le loro esigenze e capacità, diverse sono le cause della loro disabilità e diverso è il momento in cui si è manifestato il deficit visivo e uditivo. Distinguiamo tra:

  • comunicazione gestuale o dattilologia: create appositamente per i sordomuti, queste modalità comunicative non sono di facile applicazione con soggetti affetti da pluriminorazioni, come i sordo – ciechi. Infatti per esprimersi tramite gesti codificati è necessaria una buona abilità manuale e un buon coordinamento fine - motorio. Se quindi un soggetto, già minorato sensorialmente, ha problemi fisici come difficoltà neurologiche di controllo muscolare, non è consigliabile utilizzare una modalità comunicativa incentrata sui gesti. Se invece il sordo – cieco, non è affetto da altri handicap, è possibile insegnargli un linguaggio gestuale. I gesti che dovrà apprendere, dovranno essere facili e funzionali, cioè facilmente utilizzabili, nel contesto in cui vive. Anche se la persona sordo – cieca non ha alcun residuo visivo e quindi non può vedere il gesto prodotto dall’interlocutore, può facilmente comprendere quello che gli si vuole comunicare; infatti l’interlocutore mettendosi dietro di lui potrà guidare le sue mani riuscendo così a fargli comprendere il gesto desiderato, e quindi l’azione sottostante;
  • comunicazione pittografica: si avvale di cartellini disegnati, che rappresentano un oggetto, un’azione o una situazione rilevante. I disegni possono rappresentare oggetti di uso comune, come giocattoli, vestiti o cibi; immagini di attività, come mangiare, andare in bagno o lavarsi le mani; o luoghi conosciuti dalla persona sordo – cieca;
  • comunicazione oggettuale: si avvale dell’uso di oggetti bidimensionali e tridimensionali in miniatura, che rappresentano oggetti reali e di uso quotidiano o vere e proprie azioni;
  • metodo Malossi: con la sua rappresentazione grafica, si riporta una mano sulle cui dita sono impresse le lettere dell’alfabeto. In questo modo, la mano del sordo – cieco è considerata come una macchina da scrivere, dove in ogni singola parte sono localizzate le lettere dell'alfabeto e i numeri.

Relazionandomi con una persona sordo – cieca ho potuto realmente comprendere questo sistema di comunicazione funzionale. Nonostante la sua doppia minorazione abbiamo comunicato in maniera funzionale cioè comprensibile ad entrambi.

Probabilmente prima di conoscere questa persona sordo - cieca la mia idea, si basava soltanto sui concetti di fragilità e debolezza. Con il tempo e con il contatto giornaliero con essa, mi sono resa conto che fragilità e debolezza non danno una descrizione reale della stessa. In realtà la forza, la grinta e un forte desiderio di relazionarsi con il mondo, sono gli elementi caratteristici delle persone minorate.

Prima di concludere, ritengo indispensabile fare una precisazione in merito alla situazione dei sordo – ciechi in Sicilia.

I sordo - ciechi siciliani sono nell’isolamento. I motivi possono essere svariati: ignoranza dei familiari, mancanza di strutture specializzate nella regione Sicilia, scarsa conoscenza e sensibilizzazione sulle problematiche relative alla sordo – cecità, mancanza di corsi di formazione rivolti ad insegnanti di sostegno ed educatori, circa l’attuazione del trattamento educativo – riabilitativo e i sistemi di comunicazione adottati dai soggetti sordo – ciechi. Le persone sordo – cieche della Sicilia sono da anni abbandonate e lasciate alle sole cure della famiglia, la quale non può da sola farsi carico di tutti i loro bisogni. Pertanto è indispensabile che gli enti pubblici e le organizzazioni private esistenti, si attivino al fine di avviare anche nella nostra regione un servizio adeguato alle esigenze dei pluriminorati sensoriali, con lo scopo di migliorare la loro qualità della vita.

Ritengo con questo editoriale di aver fornito valide informazioni sulla minorazione sensoriale, ma soprattutto spero di aver suscitato un grande interesse e una nuova e più approfondita voglia di sapere e di agire riguardo il mondo dei minorati sensoriali.

 

                                                                                            Dott. Manuela Lo Monaco

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